Innovazioni nella difesa marittima giapponese: la tecnologia dell’elettromagnete apre nuove frontiere nel campo degli armamenti navali. Viene presentata una panoramica dettagliata sui recenti test di un cannone elettromagnetico installato su nave, evidenziando le caratteristiche tecniche e strategiche di questa arma futuristica.
test reali del cannone elettromagnetico su nave giapponese
Nel corso del 2025 sono stati effettuati test sul mare aperto con un cannone elettromagnetico montato sulla nave sperimentale JS Asuka. Le prove si sono svolte nelle acque al largo della prefettura di Chiba, vicino all’isola di Hachijojima, a circa 300 km a sud di Tokyo. Questi esperimenti rappresentano il primo lancio operativo al mondo di un’arma basata su tecnologia a rotaia installata su una unità navale.
Durante i test, il sistema ha sparato proiettili ad alta velocità in diverse angolazioni colpendo con precisione obiettivi marini. L’intero processo è stato documentato tramite telecamere ad alta velocità, radar balistici e droni che hanno ripreso le fasi del lancio e l’impatto.
prestazioni e vantaggi economici del cannone elettromagnetico
Il funzionamento del cannone si basa sull’energia elettrica anziché sull’utilizzo di esplosivi chimici tradizionali, consentendo così un’accelerazione dei proiettili fino a circa 2.300 metri al secondo, pari a quasi sette volte la velocità del suono (Mach 7). L’energia impiegata per ogni sparo raggiunge i 20 megajoule.
I proiettili risultano più compatti e difficili da intercettare rispetto ai missili convenzionali, garantendo inoltre maggiore sicurezza nello stoccaggio e resistenza durante il trasporto.
L’aspetto economico è particolarmente rilevante: secondo dati statunitensi del Dipartimento della Difesa, il costo per ogni colpo sparato dal cannone elettromagnetico si aggira intorno agli 85.000 dollari americani (circa 663.000 HKD), con una gittata massima stimata intorno ai 185 chilometri. In confronto, un missile anti-nave Harpoon Block II ha un prezzo superiore a un milione e quattrocentomila dollari (oltre dieci milioni HKD) ma copre una distanza inferiore (124 km).
soglie tecnologiche da superare per l’impiego operativo
Nonostante i risultati promettenti, permangono sfide ingegneristiche significative per integrare il sistema nei mezzi navali in modo efficiente. La necessità di alimentazione elettrica ad alta capacità comporta attualmente l’installazione di supporti voluminosi equivalenti a quattro container standard, inclusi sistemi di raffreddamento e condensatori che occupano metà dello spazio totale.
Per rendere operativa la tecnologia sarà essenziale sviluppare soluzioni più compatte ed efficienti sia per la generazione energetica sia per la gestione termica.
contesto strategico: risposta alle minacce ipersoniche regionali
L’avanzamento tecnologico giapponese risponde direttamente alla crescente minaccia rappresentata dai missili ipersonici sviluppati da Cina, Corea del Nord e Russia. Il rapporto annuale del Pentagono evidenzia come i missili cinesi Dongfeng-17 siano progettati per eludere le difese antimissile statunitensi nel Pacifico occidentale.
Inoltre, la Cina dispone di un vasto arsenale composto da oltre mille missili balistici a medio raggio e centinaia di missili da crociera terrestri capaci teoricamente di colpire qualsiasi punto in Giappone.
principali figure coinvolte nello sviluppo
- Agenzia giapponese per gli armamenti della difesa
- Nave sperimentale JS Asuka
- Istituti tecnici giapponesi impegnati nella ricerca sull’elettromagnetismo applicato alla difesa
- Partner internazionali: Francia e Germania (accordo tecnico firmato nel maggio 2024)

















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