Ai nei chip dei telefoni: perché non sfruttano il loro potenziale

Negli ultimi otto anni, l’evoluzione delle unità di elaborazione neurale (NPU) integrate negli smartphone ha segnato un cambiamento significativo nel campo dell’intelligenza artificiale applicata ai dispositivi mobili. Dall’introduzione pionieristica del processore Kirin 970 di HUAWEI Mate 10, le NPU sono diventate un elemento centrale per ottimizzare le prestazioni AI direttamente sul dispositivo, sebbene il loro pieno potenziale resti ancora in parte inesplorato.

npu: definizione e funzione principale

Le NPU (Neural Processing Unit) rappresentano processori specializzati progettati per gestire carichi di lavoro legati all’AI con elevata efficienza e rapidità. Analogamente alla CPU che esegue applicazioni generiche, alla GPU dedicata al rendering grafico o all’ISP per l’elaborazione di immagini e video, l’NPU è ottimizzata per operazioni matematiche altamente parallele come la moltiplicazione-accumulazione combinata (fused multiply–accumulate), lavorando su dati a bassa precisione quali modelli a 4-bit o addirittura 2-bit.

Questi processori consentono quindi di eseguire algoritmi complessi che sarebbero troppo onerosi o inefficienti da far girare esclusivamente su CPU o GPU, garantendo consumi energetici contenuti fondamentali per i dispositivi mobili.

gpu e npu: differenze nell’esecuzione dell’intelligenza artificiale

Mentre le GPU desktop, come quelle NVIDIA con architettura CUDA, sono estremamente potenti e parallelizzate per sostenere carichi AI intensivi, le GPU mobili sono progettate principalmente per massimizzare l’efficienza energetica piuttosto che la pura potenza computazionale. Di conseguenza, pur supportando tipi di dati a precisione ridotta e parallelismo elevato, non riescono ad eseguire modelli fortemente quantizzati (ad esempio INT4) con la stessa efficacia delle NPU.

Inoltre, lo sviluppo software gioca un ruolo cruciale: le piattaforme desktop offrono strumenti avanzati come CUDA che permettono ottimizzazioni profonde; al contrario, gli ambienti mobile si affidano spesso a SDK proprietari e API frammentate che limitano la libertà degli sviluppatori.

difficoltà nello sviluppo mobile legate alle npu

L’integrazione delle NPU nei chipset smartphone mira a migliorare l’efficienza nell’elaborazione AI senza dover ristrutturare completamente le architetture GPU. Questa specializzazione crea ostacoli significativi nello sviluppo software indipendente:

  • Necessità di adattare e ottimizzare singolarmente ogni applicazione per ciascuna piattaforma hardware specifica.
  • Mancanza di accesso universale agli strumenti di sviluppo; ad esempio il Tensor ML SDK di Google rimane sperimentale e non aperto a tutti gli sviluppatori.
  • Soppressione o deprecazione di API importanti come Android NNAPI e Samsung Neural SDK rende più complessa la creazione di soluzioni cross-vendor efficienti.

liteRT: una svolta nel runtime on-device

Per superare queste limitazioni Google ha introdotto nel 2024 LiteRT, un runtime unico pensato per supportare simultaneamente CPU, GPU e NPU dei principali produttori come Qualcomm e MediaTek. Questo sistema consente una gestione dinamica dell’accelerazione hardware durante l’esecuzione dei modelli AI ottimizzando performance e affidabilità rispetto alle precedenti astrazioni standardizzate ma meno efficaci.

LiteRT si propone inoltre come soluzione multipiattaforma capace di funzionare non solo su Android ma anche su iOS, sistemi embedded e persino ambienti desktop leggeri. Ciò apre nuove prospettive allo sviluppo mobile facilitando finalmente un approccio uniforme ed efficiente nell’utilizzo della potenza computazionale disponibile sui diversi dispositivi.

svolte future nella tecnologia npu e intelligenza artificiale mobile

I progressi tecnologici indicano possibili mutamenti nella centralità delle NPU dedicate:

  • L’estensione SME2 per le nuove CPU Arm C1 promette fino a quattro volte maggiore accelerazione AI lato CPU senza necessità di SDK dedicati.
  • L’evoluzione delle architetture GPU mobili verso un migliore supporto ai carichi AI potrebbe ridurre il bisogno esclusivo delle NPU;
  • Sviluppi come la nuova GPU personalizzata Samsung o la serie E di Imagination Technologies puntano ad integrare funzionalità AI avanzate direttamente nelle unità grafiche;
  • L’approccio software tramite LiteRT permette agli sviluppatori una maggiore flessibilità indipendentemente dalla configurazione hardware sottostante.

In sintesi, benché le NPU rimangano componenti fondamentali nei SoC moderni per smartphone, il futuro dello sviluppo AI on-device dipenderà sempre più da soluzioni software capaci di orchestrare in modo trasparente risorse eterogenee tra CPU, GPU e NPU. L’obiettivo è rendere accessibile agli sviluppatori una piattaforma stabile ed efficiente che favorisca l’espansione dell’ecosistema intelligente sui dispositivi mobili senza vincoli hardware rigidi.

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