Warren Buffett, recentemente dimessosi dalla carica di amministratore delegato di Berkshire Hathaway il 1° gennaio 2026, ha espresso nuovamente preoccupazioni riguardo al rapido sviluppo dell’intelligenza artificiale (AI). Nel corso di un programma speciale trasmesso da CNBC, Buffett ha sottolineato i rischi e le incertezze connessi all’evoluzione di questa tecnologia, paragonandoli alle minacce geopolitiche legate alla proliferazione delle armi nucleari, che hanno segnato la sua carriera.
buffett sull’imprevedibilità dell’intelligenza artificiale
Secondo Buffett, anche i principali esperti nel settore dell’AI non sono in grado di prevedere quale sarà l’esito finale della tecnologia. Questa mancanza di certezza rappresenta un pericolo significativo. L’investitore ha utilizzato una metafora storica per descrivere la situazione: come Colombo durante il suo viaggio verso l’ignoto poteva ancora tornare indietro, oggi invece “lo spirito è uscito dalla bottiglia”, indicando che ormai la diffusione e lo sviluppo dell’AI sono irreversibili.
Inoltre, ha citato Albert Einstein e il suo commento sulla bomba atomica, evidenziando come le innovazioni tecnologiche possano stravolgere il mondo senza però modificare la natura umana o la percezione del rischio associata a tali progressi.
confronto tra intelligenza artificiale e proliferazione nucleare
Buffett ha richiamato l’attenzione sulle lezioni derivanti dalla storia della diffusione delle armi nucleari. Durante la Seconda Guerra Mondiale si pensava che solo una nazione possedesse queste armi; oggi almeno otto paesi ne dispongono e si teme che presto possano diventare nove. Ha affermato che se fosse possibile utilizzare le proprie risorse per convincere tre nazioni a rinunciare definitivamente agli armamenti nucleari lo farebbe senza esitazione.
A novantacinque anni e dopo aver affidato il ruolo di CEO a Greg Abel alla fine del 2025, Buffett continua a ricoprire la posizione di presidente di Berkshire Hathaway. Il suo avvertimento sull’intelligenza artificiale tramite questa potente analogia potrebbe stimolare un dibattito più approfondito sulle questioni etiche e sulla gestione dei rischi legati all’AI nel mercato globale e nella società.













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