Bose abbandona gli altoparlanti soundtouch: cosa devono sapere i marchi di casa intelligente

La durata e il supporto dei dispositivi smart home sono aspetti cruciali per gli utenti che investono in tecnologia connessa a internet. Questi dispositivi, infatti, dipendono da server cloud e aggiornamenti software che non possono essere garantiti indefinitamente dalle aziende produttrici. Quando il supporto viene interrotto, i dispositivi rischiano di diventare obsoleti o inutilizzabili nelle loro funzionalità smart.

la fine del supporto ai dispositivi bose soundtouch

Bose ha annunciato che la sua linea di altoparlanti SoundTouch raggiungerà la fine del ciclo vitale nel febbraio 2026, cessando il supporto ufficiale. Questo comporterà la disattivazione delle funzioni basate su cloud, come gli aggiornamenti di sicurezza, l’app dedicata e le integrazioni con servizi musicali quali Spotify e TuneIn, oltre alla perdita della riproduzione multi-room via rete.

Gli utenti hanno reagito negativamente a questa notizia poiché i dispositivi si ridurranno a semplici altoparlanti senza funzionalità smart avanzate. Inizialmente Bose aveva previsto solo la possibilità di utilizzo tramite Bluetooth, Aux o HDMI dopo la data di interruzione del servizio cloud.

bose rivede la propria strategia in seguito alle critiche

A seguito delle numerose proteste da parte degli utenti, Bose ha modificato le condizioni di fine vita dei prodotti SoundTouch:

  • Proroga della data di chiusura del supporto cloud al 6 maggio 2026;
  • Mantenimento dell’app SoundTouch per il controllo locale anche dopo lo spegnimento dei server;
  • Apertura del codice sorgente (open-source) dell’API SoundTouch per permettere alla comunità di sviluppatori di mantenere attive o migliorare le funzionalità;
  • Continuità prevista per AirPlay e Spotify Connect anche dopo il termine del supporto ufficiale.

Questa revisione rappresenta un significativo passo avanti rispetto all’approccio iniziale e offre agli utenti una soluzione più sostenibile per preservare l’uso dei propri altoparlanti smart.

vantaggi dell’open source nel settore smart home

L’apertura del software è una strategia vantaggiosa sia per le aziende sia per i consumatori:

  • Le imprese possono dismettere infrastrutture obsolete concentrandosi su nuovi prodotti;
  • I clienti mantengono accesso alle funzionalità essenziali grazie al controllo locale;
  • La comunità open source può contribuire a ripristinare o migliorare caratteristiche perse con l’interruzione del servizio cloud.

confronto con altre aziende tecnologiche

A differenza della scelta adottata da Bose, altri grandi produttori hanno gestito la dismissione dei propri dispositivi in modo meno favorevole agli utenti. Ad esempio Google ha eliminato il supporto per le prime due generazioni del termostato Nest Learning senza aprire il codice sorgente né proporre soluzioni alternative efficaci se non uno sconto sull’acquisto dei modelli più recenti.

il ruolo della comunità open source

Anche in assenza di iniziative aziendali simili a quella di Bose, sviluppatori indipendenti hanno creato progetti come “NoLongerEvil Thermostat” che consentono agli utenti di continuare a utilizzare alcune funzioni originarie attraverso software reverse-engineered.

le lezioni per i principali produttori smart home

L’esperienza Bose rappresenta un modello virtuoso da cui dovrebbero prendere spunto giganti come Google, Amazon e Samsung. La gestione responsabile della fine vita dei prodotti dovrebbe prevedere:

  • Mantenimento delle funzionalità locali quanto più esteso possibile;
  • Apertura delle piattaforme software affinché la comunità possa intervenire;
  • Comunicazione trasparente e ascolto attivo delle esigenze degli utenti durante tutto il processo.

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