OnePlus ha recentemente introdotto sul mercato globale il suo nuovo dispositivo di punta, il OnePlus 15, accompagnato da una forte promozione delle funzionalità di intelligenza artificiale integrate nell’ultima versione del sistema operativo OxygenOS 16. Queste caratteristiche non sono però esclusive del modello più recente, poiché diversi altri smartphone riceveranno tali aggiornamenti con Android 16. Nonostante l’entusiasmo iniziale, è emersa una controversia legata al funzionamento dell’assistente AI, accusato di applicare forme di censura politica tipiche della Cina anche su dispositivi destinati a mercati internazionali.
oneplus ai e le limitazioni nei contenuti sensibili: un problema di censura politica?
Diverse segnalazioni da parte degli utenti, in particolare dall’India, indicano che le funzioni AI di OnePlus — inclusa l’assistente per la scrittura presente nell’app Note — presentano malfunzionamenti o rifiutano completamente di generare risposte quando vengono inseriti termini politicamente delicati riguardanti la Cina.
In particolare, menzionare parole chiave come Taiwan, il Dalai Lama o riferimenti a territori contesi come l’Arunachal Pradesh, considerato parte dell’India ma rivendicato dalla Cina, provoca un blocco immediato del servizio AI. In questi casi, l’assistente interrompe la risposta oppure si arresta senza fornire alcun output all’utente.
- Menzioni del Dalai Lama
- Riferimenti a Taiwan in qualsiasi contesto
- Citazioni dell’Arunachal Pradesh come territorio indiano
- Domande su figure politiche cinesi sensibili
dove nasce la questione della censura sull’intelligenza artificiale oneplus
L’ipotesi principale avanzata dagli utenti coinvolti è che l’assistente AI utilizzi un modello linguistico avanzato (Large Language Model – LLM) ospitato in Cina oppure soggetto alle normative restrittive imposte dal governo cinese sui contenuti digitali. Tali regole vietano categoricamente qualunque riferimento a tematiche considerate politicamente delicate o contrarie alla posizione ufficiale dello Stato cinese.
Il problema centrale riguarda quindi l’applicazione di queste restrizioni anche ai dispositivi venduti all’estero. In particolare per i consumatori indiani rappresenta una fonte significativa di insoddisfazione il fatto che l’intelligenza artificiale rifiuti esplicitamente riconoscere alcune aree geografiche nazionali. Questo solleva questioni importanti sulla trasparenza e sull’origine della tecnologia utilizzata.
- Dubbio sull’ubicazione del modello AI (presumibilmente in Cina)
- Applicazione delle norme cinesi su device globali
- Mancanza di trasparenza sulle specifiche tecniche e giurisdizionali dell’AI
- Richieste degli utenti per chiarimenti ufficiali da parte di OnePlus
le richieste agli sviluppatori oneplus e prospettive future per l’intelligenza artificiale globale
A fronte delle crescenti segnalazioni e delle critiche ricevute, cresce la pressione su OnePlus affinché fornisca spiegazioni dettagliate riguardo alla provenienza e al funzionamento del proprio assistente AI. È attesa una presa di posizione ufficiale che possa dissipare dubbi e rassicurare gli utenti internazionali circa la neutralità dei modelli adottati.
Sarà inoltre fondamentale che l’azienda si impegni ad adottare soluzioni tecnologiche conformi alle normative globali evitando imposizioni censorie che limitino libertà d’espressione o creino discriminazioni geografiche. Solo così sarà possibile garantire un’esperienza utente coerente e rispettosa nelle diverse aree geografiche servite dai suoi prodotti.












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