L’introduzione dell’intelligenza artificiale (AI) nella vita quotidiana ha portato a significativi cambiamenti, specialmente con l’emergere dei chatbot. Negli ultimi due anni, l’AI ha mostrato un’evoluzione rapida e sorprendente. Questo progresso non è privo di rischi, in particolare per quanto riguarda la sicurezza delle informazioni personali e finanziarie.
AI e la sicurezza dei PIN
Un recente rapporto di Messente mette in evidenza come l’AI sia in grado di decifrare i PIN in tempi estremamente brevi, addirittura in soli 0,44 secondi. Anche nel caso di un PIN casuale, esiste il rischio che venga compromesso in poco più di un secondo. Questa situazione solleva preoccupazioni significative poiché molte informazioni sensibili sono protette da questi codici.
Le combinazioni più vulnerabili includono numeri ripetuti o sequenze consecutive, che risultano particolarmente facili da violare. Le seguenti categorie rappresentano i PIN più semplici da decifrare:
- 0000
- 1111
- 2222
- 3333
- 4444
- 5555
- 6666
- 7777
- 8888
- 1234
Una chiamata all’azione importante
Sia per le aziende che per gli utenti privati, la situazione attuale rappresenta una seria avvertenza. I PIN progettati per proteggere gli account possono essere facilmente compromessi dall’AI. Con il rapido avanzamento della tecnologia, si prevede che i tempi necessari per violare un PIN possano diminuire ulteriormente.
Uku Tomikas, CEO di Messente, sottolinea che l’uso di codici deboli può esporre gli account dei clienti a rischi elevati anche quando è attivata l’autenticazione a due fattori. Sebbene questa misura offra una certa protezione, non garantisce la sicurezza totale contro attacchi basati su AI.
Soluzioni suggerite per le aziende
Tomasika raccomanda alle aziende di adottare sistemi di autenticazione a più livelli. Tra queste misure vi sono:
- Password usa e getta (OTP)
- Token temporizzati
- Mecanismi di recupero del PIN
Consigli pratici per gli utenti
Cambiare il proprio PIN regolarmente è fondamentale; si consiglia di farlo almeno un paio di volte all’anno per ridurre il rischio di furti. Alcuni istituti bancari incoraggiano o richiedono l’uso di PIN più lunghi rispetto ai tradizionali quattro numeri; pertanto, utilizzare un codice composto da sei cifre o più può aumentare significativamente la sicurezza.
Sono inoltre consigliabili le password usa e getta (OTP), come quelle fornite da Google Authenticator; queste offrono una protezione aggiuntiva grazie alla loro natura temporanea e alla possibilità di essere alfanumeriche.
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